Roma: Week end Roma - visitare Palombara Sabina

Week end Roma - visitare Palombara Sabina.

Palombara Sabina è forse stato uno dei feudi dell’alto Lazio, il cui nome è più strettamente legato alla vicende politiche ed economiche, della nobile famiglia romana i Savelli. Il lungo dominio dei Savelli cominciò già nel 1216. Questo centro della Sabina ha però origini più remote, sembra infatti si possa identificare con l’antica Cameria, città Latina, occupata da Tarquinio Prisco. L’esistenza di un Castrum Palombarum, sorto molto probabilmente verso la fine del X sec., è documentata dal Registro Sublacense del 1064, sempre nell’XI sec.; un ramo della famiglia dei Crescenzi si fregiò dell’appellativo Conti di Palombara. Questa ridente cittadina, situata su una collina che domina l’intera Sabina, fu oggetto di ripetuti tentativi di conquista da parte di un’altra celebre famiglia: gli Orsini, sempre a causa della sua strategica posizione. Nel 1482 dopo la morte di Iacopo Savelli, fu saccheggiata e incendiata dalle soldatesche al seguito del Re Ferdinando di Napoli. Nel 1556 durante la guerra tra Paolo IV (1555 – 1559) e gli Spagnoli, Palombara fu oggetto di un nuovo saccheggio, da parte delle truppe comandate dal duca d' Alba e una parte del castello venne distrutta da un nuovo incendio. Soltanto nel 1870 Palombara si costituì in libero comune.
La struttura urbana di questo borgo, che si sviluppa secondo un tipico impianto medievale a spirale, attraversato da vie strette e tortuose, è dominata dall’alta torre di guardia del Castello Savelli (36 mt.). Il primitivo castello, di forma quadrangolare, sorge su resti di un preesistente palatium. Ai Savelli si devono le grandi opere di trasformazione e fortificazione di questo castello. Nel periodo compreso tra la fine del XIII sec. e l’inizio del XIV sec. aggiunsero una galleria chiamata muro del soccorso, che permetteva ai balestrieri di raggiungere il torrione e tornare indietro al palazzo senza essere visti, e di conseguenza senza essere colpiti dal nemico. Durante la Signoria di Giacomo e Troiro Savelli (1480), il castello venne trasformato da rocca in palazzo baronale. All’interno del palazzo alcune sale sono decorate con affreschi della scuola di Raffello. Fra le chiese dell’antico borgo, merita una visita particolare la parrocchia di S. Biagio, patrono di Palombara,che fu edificata prima dell’anno Mille, e nasce come una delle tante celle - santuario sparse sul territorio. Nel XII sec. venne inglobata nelle murature della nuova chiesa in costruzione, in puro stile romanico. All’interno della chiesa, è custodita l'icona del Salvatore, copia trecentesca dell'antichissima immagine di Cristo conservata in San Giovanni in Laterano a Roma. Di un certo pregio è anche una tavola lignea, dov’e rappresentata la Madonna in Trono con il Bambino, attribuita ad Antonio da Viterbo (1459 c.).
Poco distante dal centro abitato di Palombara, a circa due chilometri, si trova la basilica i S. Giovanni in Argentella. Il toponimo Argentella deriva con buona probabilità dal fatto che nel terreno circostante la basilica si trovano delle fonti sorgive, alle quali in passato si attribuivano dei poteri terapeutici, le popolazioni locali erano solite, nel giorno di San Giovanni, bagnarsi in queste fonti. La chiesa fu costruita in epoca altomedioevale dai monaci benedettini, venne restaurata in forme romaniche nei secoli X-XII. Al periodo preromanico appartengono la cripta e lo prezioso ciborio, a quello romanico la pergula cosmatesca, la facciata e il campanile. L’interno della chiesa è a tre navate. Le colonne delle navate sono materiale di recupero. Nei possedimenti della basilica di S. Giovanni in Aregentella, va annoverato il Castello di Castiglione, probabilmente edificato nella seconda metà del XIII sec. Il 30 settembre del 1276, venne venduto dai figli di Rinaldo di Palombara, suo probabile fondatore, a Deodato di Cretone. Successivamente Castiglione passò a Giacomo Savelli. Il Castello rimarrà di proprietà dei Savelli fino alla metà del XIV sec. Nella seconda metà di questo secolo è designato come semplice casale e, come tale è oggetto di varie transazioni tra i Savelli e i Della Valle.


 
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