Carnevale da vivere e godere in Lazio

Carnevale in Lazio, tutte le offerte per godersi il carnevale nelle località più suggestive del Lazio


Segnaliamo alcuni Carnevali in Lazio:

Il Carnevale di Ronciglione è probabilmente il carnevale più grande e fastoso della provincia di Viterbo con sfilata dei Cavalieri Ussari, sfilate di maschere, balli, carri allegorici e corsa dei cavalli senza fantino.

Descrizione
La sonora voce del campanone e la cavalcata degli Ussari segnano l'avvio ufficiale dei festeggiamenti. Il re Carnevale, a partire dall'ultimo venerdi' di festa, scortato da cavalieri in costume, s'insedia nella citta' prendendo in consegna dal sindaco le chiavi, per assicurare a tutti cinque giorni di baldorie e di follia. Hanno quindi inizio le corse a vuoto. Si tratta delle corse dei berberi, celebre in passato anche a Roma: cavalli non sellati, lanciati al galoppo senza fantino per un percorso di circa un chilometro attraverso le vie cittadine. Nei giorni successivi, in particolare la domenica e il martedi' grasso, ancora corse a vuoto e poi danze in piazza, gare di maschere, veglioni e, attesissimo, il Gran corso di gala, con un'imponente sfilata di carri allegorici. Al pubblico assiepato ai bordi delle strade, vengono distribuite forchettate di maccheroni contenuti in ''pitali''. Oltre alle maschere ''ufficiali'' sfilano i cosiddetti ''Nasi rossi'', un gruppo di buontemponi seguaci di Bacco. La sera del martediì grasso, nella piazza principale, si svolge un grandioso saltarello cui partecipano tutti i presenti, in maschera o meno. Al termine, il Re Carnevale, condannato a morte, viene dato alle fiamme.

La Corsa a Vuoto dei cavalli senza fantino
La Corsa consiste nel lanciare, liberi, una batteria di cavalli (otto o dieci cavalli) opportunamente addestrati, che percorreranno al gran galoppo le vie del centro (circa 1000 metri) guidati unicamente dal loro istinto a superare le difficoltà naturali del percorso.
La Cittadina è divisa in nove scuderie con propri colori, stendardi e costumi.
In gara diciotto cavalli, due per ogni scuderia, si contendono il Palio, rappresentato da un artistico stendardo dipinto da vari maestri di pittura.
Dopo il via, i cavalli, incitati dalla folla, passano sotto l'arco, attraversano Piazza della Nave, ed affrontano così il momento più delicato della corsa: "una curva a gomito e in salita, denominata: "Cantone del Gricio".
Ed è proprio in questo punto che il più delle volte si decide la corsa; il gruppo dei cavalli si snoda lungo la ripida salita di Montecavallo, da capo alla quale è situato il traguardo del Palazzaccio.
Momento non meno emozionante è la cosidetta "ripresa" dei cavalli, che al traguardo vengono ripresi da alcuni responsabili delle scuderie, che li abbracciano al collo, bloccandoli per ricondurli nelle loro stalle.

Carnevale romano

Le maschere romanesche (Cassandrino, Meo Patacca, Rugantino etc.) non sono conosciute come quelle delle altre città italiane, ma sono un’esilarante caratterizzazione di stereotipi appartenenti sia al mondo popolare sia a quello nobile e riescono ad interpretarne vizi e virtù.


Nel '400 a Roma si diffuse la festa del Carnevale romano, introdotto dal Papa Paolo II Barbo.

La festa ogni anno vede la partecipazione di tutto il popolo romano, grandi e piccini, pieni di colori, che con giochi e tante maschere che ricordano i personaggi famosi del passato e dell'oggi.




 
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